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USA: in caso di attacchi cibernetici gli enti locali potranno chiamare la Guardia Nazionale

La Guardia Nazionale USA ha confermato di essere pronta a “mobilitare le sue cyberdifese” in caso di un attacco cibernetico potenzialmente devastante.

Recentemente l’organismo è stato chiamato da enti locali USA, in particolare scuole e città, per arginare la piaga del ransomware, come ha spiegato il Generale dell’Air Force Joseph L. Lengyel, comandante del National Guard Bureau. Solo in Texas a giugno ben 22 contee hanno subìto attacchi ransomware.

Anche a livello statale la Guarda Nazionale sta iniziando a istituire task force locali di difesa cibernetica, come hanno già fatto gli Stati dell’Illinois e dell’Indiana.

Su Defence Blog si può leggere l’intervista completa al Gen. Lengyel.

Il Defense Innovation Board presenta alla Difesa USA i principi etici per l’intelligenza artificiale

Il Defense Innovation Board del Pentagono, un gruppo di 16 esperti di tecnologia guidati dall’ex CEO di Google Eric Schmidt, ha approvato un documento sui principi etici dell’intelligenza artificiale da presentare al Dipartimento della Difesa USA.

Le 12 raccomandazioni che dovranno guidare le scelte delle forze armate statunitensi riguardanti l’intelligenza artificiale sono raggruppate in cinque principi etici: responsabilità, equità, tracciabilità, affidabilità e governabilità.

Il documento – non ancora pubblico – afferma che gli esseri umani dovranno restare responsabili degli “sviluppi, applicazioni e risultati” dei sistemi AI, e che questi ultimi dovranno essere liberi da pregiudizi (bias) che causino “danni non intenzionali“. Da notare che i bias nelle applicazioni militari non sono da eliminare a prescindere, ma dovranno essere controllati e controllabili.

Molta enfasi anche sulla necessità di avere l’equivalente di un “pulsante d’emergenza” nei sistemi autonomi, affinché un essere umano possa spegnerli in caso di comportamenti imprevisti.

L’Italia ha presentato in Qatar le sue competenze di cybersecurity e cyberdifesa

Durante Qitcom 2019, la fiera IT appena conclusasi in Qatar, l’Italia era presente con esponenti di alto profilo per presentare le sue competenze in ambito cybersecurity e cyberdifesa.

Dal 2017 le aziende italiane che si occupano di cybersecurity sono aumentate da 700 a oltre 2800, con un mercato nazionale di oltre 1 miliardo di Euro nel 2018. Negli ultimi anni, seppure in ritardo rispetto a molti altri Paesi, la sicurezza informatica ha iniziato a essere presa sul serio anche in Italia, che grazie alle capacità acquisite vuole iniziare a presentarsi come esportatore di competenze anziché mero consumatore di prodotti esteri.

Il Qatar è un palcoscenico interessante anche perché nel 2022 ospiterà i mondiali di calcio FIFA, e l’Italia si è resa disponibile a fornire soluzioni di sicurezza informatica agli stadi che ospiteranno le partite della manifestazione.

Erano presenti fra gli altri il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo, che ha tenuto incontri bilaterali con esponenti del governo qatariota, il Prof. Roberto Baldoni, vicedirettore generale del Dis (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza), l’ambasciatore italiano in Qatar Pasquale Salzano, il consigliere per la sicurezza del Ministero degli Esteri Carmine America.

Il Pentagono si prepara a lanciare esperimenti su larga scala per testare il 5G

Il mese prossimo il Dipartimento della Difesa USA pubblicherà una request for proposals con l’obiettivo di creare una serie di test sulle applicazioni 5G e la condivisione dello spettro. Il Pentagono cerca anzitutto quattro strutture militari per eseguire i test e sviluppare tre casi d’uso, ma secondo Lisa Porter – Deputy Under Secretary of Defense for Research and Engineering – questi numeri cresceranno man mano che il progetto si svilupperà.

I tre casi d’uso iniziali saranno i seguenti: 1) condivisione dinamica dello spettro, 2) integrazione di realtà aumentata e virtuale nella pianificazione e nell’addestramento alle missioni, sia in ambienti reali sia virtuali, e 3) magazzini intelligenti che sfruttino le capacità del 5G per migliorare la logistica.

Il fatto che diversi componenti hardware del 5G siano stati sviluppati da aziende straniere (leggi: cinesi) è tuttavia una circostanza che continua a preoccupare i vertici USA.

DARPA stanzia quasi 21 milioni di dollari per creare un’AI che conosca i propri limiti

La U.S. Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) ha lanciato un progetto chiamato Competency-Aware Machine Learning (CAML) per creare un sistema autonomo che sia in grado di giudicare la propria adeguatezza a svolgere un compito.

In altre parole l’intelligenza artificiale – perché di AI stiamo parlando – dovrà essere in grado di eseguire un’auto-analisi per comprendere se è in grado o meno di svolgere un compito assegnatole, comunicando la risposta in termini chiari e comprensibili.

DARPA ha coinvolto quattro fornitori stanziando un totale di 20,9 milioni di dollari per questo progetto, fondamentale per cementare la fiducia degli operatori umani nei software autonomi, soprattutto in vista di un futuro dove esseri umani e software/macchine si troveranno sempre più a stretto contatto, anche in operazioni militari.

La Cina ha presentato in parata il nuovo drone supersonico WZ-8

Alla recente parata per i settant’anni della Repubblica Popolare Cinese sono stati fatti sfilare due droni WZ-8. Questo modello è stato progettato per acquisire intelligence ad alta quota con rapidità e contando sul fattore sorpresa, soprattutto quando i satelliti spia non sono disponibili.

Non si sa ancora molto del WZ-8, se non che viene lanciato direttamente in quota e può essere recuperato con una pista di atterraggio. Secondo un analista non può superare i 140.000 piedi e potrebbe arrivare a velocità fra 3,5 e 4,5 Mach.

Assegnato a Microsoft il contratto da 10 miliardi di dollari con il Pentagono

Il contratto per il Joint Enterprise Defense Infrastructure (JEDI) – la fornitura di una vasta infrastruttura cloud al Department of Defense della quale abbiamo già parlato qualche tempo fa – è stato assegnato a Microsoft, una delle aziende che aveva partecipato all’offerta, e non alla favorita Amazon.

A quanto sembra è stato Donald Trump in persona a bloccare l’assegnazione del contratto da 10 miliardi di dollari ad Amazon. C’è chi parla di una vendetta di Trump ai danni del CEO di Amazon Jeff Bezos, proprietario fra le altre cose del Washington Post, causata da una accesa rivalità fra i due.

Secondo Gartner Amazon detiene circa il 48% del mercato del cloud computing, contro il 17% di Microsoft.

Non è escluso che Amazon scelga di fare causa al Dipartimento della Difesa per la mancata assegnazione del contratto, visti anche i presunti interventi politici della Casa Bianca nella trattativa.

Per approfondire: Microsoft has beaten Amazon to the Pentagon’s $10 billion cloud computing contract

Tablet e cellulari in missione: distrazioni pericolose

Soldati e tablet

In zona di guerra, l’uso poco attento o comunque non disciplinato di device come tablet o smartphone potrebbe costare vite umane. Questa l’opinione di John Spencer, una carriera nella US Army e oggi Chair of Urban Warfare Studies presso il Modern War Institute a West Point.

Con uno smartphone è possibile consultare una mappa durante un pattugliamento, per vedere in tempo reale la posizione della squadra, oppure chiedere il supporto dell’artiglieria durante un combattimento, o controllare il video di un drone. Ma a fronte degli indiscutibili vantaggi bisogna riflettere anche sui potenziali rischi: avere gli occhi fissi su uno schermo significa non averli sulla strada, sui passanti, sulle finestre di un edificio.

Il multitasking umano in realtà non esiste, perché il peso cognitivo di effettuare un’operazione ci distrae dalle altre operazioni che dovremmo compiere, e secondo Spencer l’overload di task e di informazioni sul campo potrebbe avere il risultato di distrarre il soldato anziché metterlo in condizione di essere più efficiente.

Le soluzioni ci sono, ma vanno sperimentate. Come aumentare il numero di soldati in una squadra, assegnando solo ad alcuni il compito di controllare gli schermi. Studiare regole che obblighino la squadra a fermarsi e ad assumere una posizione difensiva nel caso in cui sia necessario fare uso dei device. O ancora, fornire le informazioni necessarie direttamente dall’elmetto, per minimizzare l’isolamento del militare dalla situazione.

Per approfondire: The Dangers of Distracted Fighting

Ricercatori USA studiano le libellule per migliorare le future armi ipersoniche

Ricercatori dei Sandia National Laboratories si preparano a realizzare un modello computazionale per studiare il modo con cui le libellule attaccano le loro prede, sperando di poterne derivare algoritmi da usare nelle future armi ipersoniche.

La libellula, che nonostante i limiti alla vista riesce a catturare il 95% delle sue prede, è considerato uno dei migliori predatori in natura. Proprio per questo è diventato uno degli oggetti di studio per i ricercatori impegnati nello sviluppo di questa tipologia di armi.

In particolare Frances Chance, una neuroscienziata computazionale presso i Sandia National Laboratories, spera che studiando i meccanismi e le reazioni del sistema nervoso della libellula si riescano a ricavare algoritmi da utilizzare per migliorare l’automazione delle armi ipersoniche, ad esempio aumentandone la precisione e la manovrabilità a velocità pari o superiori a Mach 5.

La stessa ricercatrice ammette che il progetto è azzardato, con un elevato rischio di fallimento, ma i costi per creare tale modello sono limitati e le possibili ricadute positive in caso di successo sarebbero molto alte.

Non pensiamo di inserire [questi algoritmi] su un missile già domani. Stiamo parlando della prossima generazione di missili, o anche quella dopo ancora” ha precisato Chance, aggiungendo che le informazioni raccolte potrebbero determinare quali tipi di sensori e di calcoli usare per intercettare i missili in maniera ancora più rapida.

Per approfondire: Dragonflies Studied for Hypersonic Maneuverability

Cina: con i nuovi regolamenti a rischio la privacy delle aziende straniere

Il prossimo 1 Dicembre scatteranno in Cina nuove regole per la protezione dei dati, che coinvolgeranno aziende locali e straniere. Per queste ultime è possibile che ciò si trasformi in un obbligo a usare apparecchiature informatiche cinesi e ad aprire le loro reti ad approfondite ispezioni delle autorità.

I nuovi regolamenti alla legge sulla sicurezza informatica del 2017 stabiliscono infatti le modalità con cui sia il settore pubblico sia quello privato debbano proteggere i dati, indicando quelli sensibili, il livello di sensibilità, e concedendo al Ministero della Pubblica Sicurezza (che gestisce l’applicazione dei regolamenti) la facoltà di accedere alla rete aziendale per verificare le informazioni fornite.

Secondo Samm Sacks, un’analista del think tank americano New America intervistata dal South China Morning Post, questi regolamenti fanno parte di un’iniziativa governativa per aumentare la capacità di monitorare le aziende in tutti i settori: “Stiamo assistendo a una tendenza in cui il governo cinese mette in atto nuovi strumenti che rendono molto più difficile per le società straniere e nazionali mantenere private le loro informazioni”.

Le nuove regole assegnano alle aziende un livello di rischio a seconda del tipo di informazioni che potrebbero perdere a seguito di un attacco informatico. Il livello più alto è occupato dalle infrastrutture critiche, come aziende energetiche e di telecomunicazioni, banche e Internet provider, ma anche aziende che gestiscono una grande mole di informazioni come quelle sanitarie o di vendita al dettaglio potrebbero vedersi assegnare un livello elevato.

Per approfondire: Will China’s revised cybersecurity rules put foreign firms at risk of losing their secrets?

Amazon in corsa per la fornitura dei servizi Cloud al Pentagono

Il Dipartimento della Difesa statunitense vuole scegliere un unico fornitore per i servizi di cloud computing e Amazon Web Services sembra essere l’unica azienda rimasta in corsa.

Il contratto per il Joint Enterprise Defense Infrastructure (JEDI) ha un valore di 10 miliardi di dollari, visto che l’azienda fornitrice andrebbe a gestire tutta l’infrastruttura e i servizi cloud del Pentagono, ma diversi concorrenti si sono ufficialmente lamentati per un appalto che – a detta loro – sembrerebbe fatto apposta per l’azienda di Jeff Bezos.

Microsoft, Oracle e IBM (Google si è ritirata dopo una protesta dei dipendenti per i troppi legami col Pentagono) sono fra le aziende che criticano la mossa del DoD, e lo stesso presidente USA Donald Trump (già da tempo ai ferri corti con Bezos, proprietario fra le altre cose del Washington Post) ha dichiarato che saranno effettuati controlli molto più approfonditi sull’appalto.

Quindi di fatto l’aggiudicazione del contratto ad Amazon – che nel 2014 si è aggiudicata un contratto simile con la CIAper ora è sospesa e non è dato sapere quando si concluderà il processo di verifica voluto da Trump.

Per approfondire: Meet America’s newest military giant: Amazon

USA: una costellazione di 1.200 satelliti per difendersi dai missili ipersonici

Il Pentagono vuole sviluppare e dispiegare una vasta costellazione di satelliti nell’orbita terrestre bassa per rafforzare i sistemi di difesa antimissile.

La Space Development Agency del Dipartimento della Difesa USA, un’agenzia creata a marzo per supervisionare i progetti spaziali del Pentagono, secondo Bloomberg News ha proposto l’istituzione di una “National Defense Space Architecture“: un sistema di 1.200 satelliti per creare diversi strati di “costellazioni” in grado di avvertire i militari americani in caso di attacco con armi ipersoniche da parte di Paesi come Cina o Russia.

Attualmente allo scopo vengono già usati alcuni satelliti in orbite alte, ma la SDA pensa che una rete più fitta e in orbita bassa sarà maggiormente affidabile nel rilevare minacce missilistiche e più veloce nel trasmettere comunicazioni ai sistemi di difesa. L’agenzia vorrebbe mettere in orbita 20 satelliti entro il 2022 e 250 satelliti entro il 2025.

Per approfondire: Pentagon’s New Space Agency Seeks $10.6 Billion Over Five Years

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