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Intelligenza artificiale sul campo di battaglia: quanta autonomia dare agli sciami di droni?

La US Air Force si interroga su quanta “intelligenza” (o autonomia) dare agli sciami di droni impiegati in missioni belliche.

Il Department of Defense ha già all’attivo diversi progetti che prevedono droni o mini-droni usati in “sciami”. Nel corso degli ultimi anni sono stati condotti test con droni rilasciati da aerei cargo o caccia, con possibilità di lavorare assieme e decidere autonomamente il modo migliore di arrivare al compimento della missione. In aree aperte o in ambienti urbani complessi. In certi casi anche senza copertura GPS.

Tuttavia queste tecnologie richiedono nuovi modi di pensare e programmare le missioni al Pentagono, in particolare per limitare le capacità di azione degli sciami. Ne è convinto Will Roper – Assistant Secretary for Acquisition, Technology and Logistics della US Air Force – che ritiene sia necessario progettare l’intelligenza artificiale di questi droni con molta cautela, in modo da “conternerne gli effetti” affinché essi svolgano la missione senza compiere “azioni indesiderate”.

Maggiori dettagli in questo articolo di Military.com: Pentagon Still Questioning How Smart to Make Its Drone Swarms

Il Pentagono rimpiazzerà le card di identificazione con un sistema basato sull’AI

La Common Access Card (CAC) è il tesserino di identificazione utilizzato dagli appartenenti alle forze armate USA (militari, civili, riserve, fornitori), usato anche per gli accessi fisici o informatici.

Ora il Dipartimento della Difesa sta lavorando assieme a Twosense.ai, una start-up specializzata in intelligenza artificiale, per sostituire la CAC con un sistema basato sul deep learning che garantisca autenticazione multi-fattore “continua”. Ovvero un’autenticazione che non si esaurisca all’accesso, ma che prosegua per tutta la durata dell’utilizzo dei servizi da parte del personale.

Maggiori informazioni: To help replace the CAC card, Pentagon enlists AI startup

Il sistema anti-drone della USS Gerald Ford testato con successo dalla US Navy

Nei giorni scorsi la US Navy ha testato con successo un sistema integrato anti-drone che sarà installato nella nuova portaerei USS Gerald Ford.

I test sono avvenuti nelle acque della California a bordo di un vascello di prova, dove il sistema realizzato da RaytheonShip Self-Defense System – ha identificato il drone, ha elaborato i dati per l’intercettazione, inviando poi i comandi al missile che lo ha distrutto. Ecco la sequenza come da comunicato di Raytheon:

The CVN 78 SSDS Integrated Combat System incorporates several elements including Raytheon’s:

  • Dual Band Radar: This technology searched for, located and tracked the target. DBR then provided radar illumination to the Evolved SeaSparrow Missile to support missile guidance.
  • Cooperative Engagement Capability, or CEC: The capability validated and processed the Dual Band Radar data for SSDS. CEC is responsible for providing a single, integrated air picture, fusing data from multiple sensors to improve track accuracy.
  • Ship Self Defense System: SSDS processed the CEC data, determined the appropriate engagement ranges, passed launch commands to the missile, and scheduled Dual Band Radar support for the engagement.
  • Evolved SeaSparrow Missile: The interceptor successfully engaged and defeated the target.
  • Rolling Airframe Missile: The RAM interceptor was successfully scheduled by SSDS, but not required, since the target was destroyed by the ESSM.

Maggiori informazioni: Raytheon systems excel in first test of Ford-class integrated combat system

Il programma Electronics Resurgence Initiative di DARPA prosegue in ambito militare

L’agenzia DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) con il bando HR001119S0018 porta avanti il progetto chiamato Electronics Resurgence Initiative: Defense Applications (ERI:DA).

ERI:DA è uno dei vari progetti nati sotto l’ombrello della Electronics Resurgence Initiative, un programma di DARPA nato nel 2017 per applicare le ultime tecnologie elettroniche in ambito industriale, accademico e ovviamente militare.

I ricercatori DARPA intendono sfruttare le innovazioni in campo elettronico per migliorare progetti su intelligenza artificiale, autonomia meccanica, simulazioni su larga scala, sicurezza informatica, applicazioni spaziali, guerra elettronica cognitiva (il machine learning applicato all’EW) nonché alle attività di intelligence, ricognizione e sorveglianza.

Maggiori informazioni sull’ERI:DA si possono ottenere da questo articolo: DARPA ERI:DA project focuses on integrated circuits for trusted computing and artificial intelligence

La marina russa adotta un’arma che induce nausea e allucinazioni

La marina russa ha installato su due fregate (la Ammiraglio Gorshkov e la Ammiraglio Kasatonov) un’arma non letale che può indurre nausea, conati di vomito e allucinazioni.

Il 5P-42 Filin, prodotto dall’azienda di stato Ruselectronics, è un dispositivo di interferenza ottica e serve – fra le altre cose – a impedire a un ipotetico nemico di prendere la mira di un obiettivo.

Usato durante il crepuscolo e di notte, il Filin (“gufo reale” in russo) emette fasci di luce di un’intensità e frequenza tali da disorientare gli avversari. Metà delle persone che lo hanno testato ha riportato segni di nausea e confusione, mentre un quinto di loro ha riportato limitate allucinazioni.

L’arma consentirebbe anche di interferire con l’elettronica che opera nello spettro visibile, inclusi i telemetri a infrarossi, i visori notturni e i lanciatori di missili anticarro in un raggio di 5 chilometri.

Per maggiori informazioni: The Russian Navy Is Fitting Ships with Barf-Inducing Lights

Mini-droni FLIR Black Hornet PRS per l’esercito USA

FLIR Systems fornirà all’esercito USA i suoi mini-droni da ricognizione Black Hornet Personal Reconnaissance Systems (qui la scheda tecnica).

La commessa di 39,6 milioni di dollari consentirà allo US Army di dotare le truppe di un mini drone da ricognizione del peso di 33 grammi e 25 minuti di volo, con un raggio di trasmissione delle immagini di 2 chilometri.

Maggiori informazioni: FLIR Systems Awarded $39.6 Million Contract for Black Hornet Personal Reconnaissance Systems for US Army Soldier Borne Sensor Program

Data breach per Airbus, rubati dati su dipendenti

Airbus – uno dei maggiori player del comparto difesa – ha subìto un data breach che ha colpito i sistemi informativi del suo “Commercial Aircraft business“, come la stessa azienda ha informato in un comunicato stampa.

A causa della violazione sono stati rubati dati su alcuni suoi dipendenti in Europa, anche se non si sa quanti.

I furti di dati che riguardano i dipendenti rendono più facile la creazione di spear phishing, ovvero quel tipo di phishing estremamente mirato e più difficile da individuare come malevolo, attraverso cui è possibile infiltrare le aziende colpite ottenendo gli stessi privilegi dei dipendenti che cadono nella trappola.

Maggiori informazioni: Airbus reports breach into its systems after cyber attack

Netanyahu: Israele sventa quotidianamente attacchi cibernetici iraniani

Secondo il primo ministro Benjamin Netanyahu, Israele sventa quotidianamente attacchi cibernetici dall’Iran. “Iran attacca Israele quotidianamente”, ha dichiarato a un convegno di sicurezza informatica. “Monitoriamo questi attacchi, li vediamo e li sventiamo ogni volta”.

Maggiori informazioni: Iran attacks Israel in cybersphere ‘daily,’ Netanyahu charges (The Times of Israel)

Project Raven: ex hacker NSA assoldati dagli Emirati Arabi Uniti per compiti di cyber-spionaggio

Reuters ha pubblicato una lunga e interessante storia di come diversi ex dipendenti della National Security Agency abbiano costituito il team noto come “Project Raven“, assoldato dal governo degli Emirati Arabi Uniti per operazioni di spionaggio cibernetico.

Il team, composto da più di una dozzina di membri, aiutava il governo arabo a spiare nemici, dissidenti, altri governi, persino cittadini statunitensi. Il gruppo eseguiva operazioni di hacking ai livelli più elevati, forti di una lunga esperienza nell’NSA e dei tool più avanzati.

Il resto della storia su Reuters: Project Raven

Rapporto Threat Landscape 2018 di ENISA: supply-chain, IoT e rischi dall’Iran

L’ENISA ha rilasciato il suo rapporto Threat Landscape 2018, nel quale si possono evidenziare i seguenti punti:

  • sono aumentati i cyber-attacchi economico/finanziari sponsorizzati da Governi
  • cresce l’interesse dei Governi verso le vulnerabilità – a scopo offensivo – degli apparati Internet-of-Things (IoT)
  • aumentano gli attacchi supply-chain, per colpire là dove la sicurezza è più debole
  • le nuove sanzioni contro l’Iran porteranno presumibilmente il Paese a lanciare nuovi attacchi cibernetici verso obiettivi strategici e geopolitici
  • se gli USA diventano, come si prevede entro il 2022, un esportatore di gas e petrolio verso l’Unione Europea, la Russia potrebbe intensificare gli attacchi – anche di persuasione – per contenere il nuovo rivale energetico

Il rapporto si può scaricare da qui: ENISA Threat Landscape Report 2018

APT39 è un gruppo iraniano che si concentra sul furto di dati

APT39 è un gruppo di hacker iraniano recentemente identificato, ma attivo almeno dal 2014, che concentra le sue attività sul furto di dati.

Mentre altri gruppi governativi iraniani sono attivi in operazioni di condizionamento e attacchi distruttivi, APT39 ha il compito di monitorare, tracciare e spiare, presumibilmente per raccogliere dati utili alle attività dei gruppi già noti.

Maggiori informazioni: APT39: An Iranian Cyber Espionage Group Focused on Personal Information

Worldwide Threat Assessment: Cina e Russia possono mettere fuori uso le infrastrutture critiche USA

Ogni anno la United States Intelligence Community rilascia un documento pubblico intitolato US Worldwide Threat Assessment.

Nel documento di quest’anno, pubblicato il 29 gennaio, si afferma che Cina e Russia rappresentano il rischio di spionaggio e cyberattacchi più alto, potendo già oggi mettere temporaneamente fuori uso infrastrutture critiche come reti elettriche e distribuzione di gas.

Ma non sono da sottovalutare anche gli altri avversari, che stanno costruendo e integrando capacità cibernetiche per lo spionaggio, l’influenza e l’attacco a interessi USA.

Il documento è disponibile qui: Worldwide Threat Assessment of the US Intelligence Community

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