Le corse di droni ad alta velocità interessano le forze armate USA

Lasciare che un drone navighi autonomamente in un ambiente chiuso, magari ad alta velocità o con la necessità di compiere manovre repentine, comporta problemi non indifferenti.

In ambienti chiusi le telecamere giocano un ruolo fondamentale per consentire al drone di orientarsi, ma le immagini devono essere elaborate in tempo reale dall’intelligenza artificiale per permettere al drone di “vedere” dove si trova. E se il drone deve scansarsi di colpo, ad esempio per evitare un ostacolo in movimento, le telecamere possono produrre immagini confuse, sfocate, o diverse fonti di luce possono entrare improvvisamente nel campo visivo e complicare ulteriormente la situazione.

Questo è un problema che preoccupa, fra gli altri, il Pentagono e le aziende che lavorano nel comparto della difesa. Droni che operino autonomamente al chiuso sono necessari per compiti di ricognizione, salvataggio, oltre che ovviamente per scopi bellici. Il più importante fornitore militare americano cerca una risposta a questi problemi nelle gare di droni ad alta velocità.

Il team dell’Università di Zurigo ha predisposto un dataset per aiutare altre squadre ad addestrare le reti neurali delle loro intelligenze artificiali. Gif: University of Zurich/IEEE Spectrum

Lockheed Martin ha organizzato la competizione AlphaPilot, una serie di corse di droni a squadre che coinvolge nove team e che farà vincere alla squadra del drone più veloce un primo premio di oltre 2 milioni di dollari.

I droni dovranno essere guidati unicamente da un software di intelligenza artificiale, senza interventi umani né navigazioni programmate.

In palio inoltre anche un premio di 250.000 dollari al primo team che con la propria IA batterà un esperto drone racer umano.

Per saperne di più: To Fly Solo, Racing Drones Have a Need for AI Speed Training

Ho iniziato a interessarmi di cybersecurity dal 1989, quando ho "trovato" il mio primo virus. Dal 1992 me ne occupo professionalmente: per oltre un decennio come collaboratore di testate specializzate (fra cui PC Professionale), poi come consulente del Ministro delle Comunicazioni su aspetti di sicurezza delle reti, quindi con collaborazioni sui medesimi temi con Telespazio (gruppo Finmeccanica). Oggi mi interesso di nuove tecnologie (AI) e cyber warfare. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC) e della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI). Dal 2006 lavoro presso ESET Italia, dove ricopro il ruolo di Operations Manager.