NATO: bombe in risposta a un cyber attacco
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NATO: bombe in risposta a un cyber attacco

Deutsche Welle riporta che la NATO avrebbe intenzione di applicare le regole del conflitto armato anche alle operazioni di guerra cibernetica. Questo consentirebbe – in poche parole – a un Paese di attivare operazioni di warfare convenzionale in risposta a un attacco informatico.

There was unanimous agreement that if a cyber-attack causes major physical damage or injury, the state that’s been attacked can respond with the use of force pursuant to the right to self-defense under the UN Charter. The victim state can respond either with its own cyber-attack, or with traditional military operations such as airstrikes.

Tuttavia, considerando come sia spesso difficile individuare i reali colpevoli di un attacco cibernetico (pensiamo alle triangolazioni: solo perché un attacco proviene da IP russi non vuol dire che sia opera della Russia) la reale utilità di questa policy potrebbe esser messa in discussione.

A proposito di Russia, Pravda.ru ha già preso nota.

Luca Sambucci

Luca Sambucci lavora nel settore della sicurezza informatica dal 1991, occupandosi di malware e sistemi di difesa informatica. È stato consulente del Ministro delle Comunicazioni su aspetti di sicurezza delle reti e ha collaborato sui medesimi temi con Telespazio (gruppo Finmeccanica) e Fondazione Ugo Bordoni. Si occupa di nuove tecnologie, malware e cyber warfare, è risk analyst certificato NSA e membro dell'Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche. È Operations Manager di ESET Italia.

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